Cappello Emanuele

Emanuele Cappello nato a Vittoria (Ragusa) nel 1936, opera in Toscana.

Ha frequentato l’Istituto d’Arte a Palermo e a Firenze e successivamente l’Accademia “La Grande Chaumière” a Parigi. Grazie alle sue spiccate doti artistiche, nel 1951, ha ricevuto da Papa Pio XII una borsa di studio per proseguire negli studi artistici.

Nel 1966 il Governo Italiano ha acquistato una sua opera per Palazzo Chigi.

i suoi dipinti si trovano in collezioni private in tutto il mondo.

LE PITTURE DI EMANUELE CAPPELLO VISTE DA LUCA MONTI

Emanuele Cappello, esprime, in modo, direi, sublime, la matericità’ del colore, che, in molte sue opere, assume tonalità talmente accese da potersi definire “solari”, intendendo con questo termine non l’allegria che vi è comunemente associata, ma l’emissione di luce propria del sole.

Certamente la tecnica scelta dall’artista, la spatola, ha una sua influenza su questa solarità, poiché il colore distribuito con la spatola, tende ad espandersi verso l’esterno, in modo spesso irregolare, dando così l’impressione di una distribuzione a raggiera, esattamente come i raggi solari.

Vi è, appunto, quell’energia, quella vis positiva che ha permesso, all’uomo Emanuele Cappello prima e all’artista poi, di superare i momenti bui dell’esistenza terrena.

Ed è proprio quella visuale, quella lotta nobile dell’uomo, consapevole delle proprie debolezze, eppur mai domo, ne’ piegato in ginocchio, contro il proprio fato, l’aspetto da evidenziare e sottolineare, in grassetto, nei suoi dipinti, come spero di riuscire a fare in questa analisi, per restituire dignità artistica ad un pittore troppo sottovalutato rispetto al suo valore, (non solo economico), effettivo.

Si tratta, infatti, di un artista che ha, finora goduto di un mercato ristretto all’ambito geografico della Toscana, mentre, invece, ha apprezzato e dipinto in alcune sue opere, peraltro forse le migliori della sua grande carriera artistica, anche altre realtà (su tutte Venezia e Parigi), esaltandole con la sua tipica matericità associata a quella sua quasi incredibile capacità di mantenere fresco il colore anche a distanza di molti anni. Dopo questa breve e doverosa premessa passeremo ad illustrare le opere di questa collezione privata che in questa occasione prenderà a far parte del dibattito artistico culturale fiorentino. Abbiamo creduto, con questa esposizione, rendere omaggio al pittore “maledetto” non unico ma come tanti suoi predecessori che in vita non hanno goduto e non godono della giusta fortuna critica.

​Luca Monti